Un Maestro di Olivo e di Vita

Giorgio Pannelli
Giorgio Pannelli ha segnato l’olivicoltura italiana con ricerca, formazione e divulgazione tra innovazione, potatura e amore per l’olivo

Un rapporto speciale mi legava a Giorgio Pannelli: professionale, ma anche di reciproco rispetto, stima e soprattutto grande amicizia. Un maestro di olivo e di vita.

Profondamente innamorato dell’olivo, sin da quando l’ho conosciuto, appena laureata. Il suo entusiasmo, la competenza, la professionalità, l’educazione, la schiettezza, il suo dire “pane al pane e vino al vino”, senza se e senza ma…mi hanno conquistato, da subito.

La capacità di parlare agli olivicoltori

Continuavo a ricordarglielo, lui era unico ed inimitabile, non esisterà mai un altro Giorgio Pannelli.

Faceva innamorare le persone dell’olivo, ma anche di lui….tutti gli volevano bene, lo adoravano, lo rincorrevano da un corso all’altro, aveva una magia speciale, un’empatia formidabile, conquistava il cuore e l’anima delle persone sin dal primo incontro. Eppure, sapeva essere duro, intransigente, nessun compromesso; a volte si arrabbiava e alzava la voce, era autorevole, ma mai autoritario, era capace di dare spiegazione fino all’ultimo dettaglio relativamente a quello che diceva e a come potava, sempre con forza, supportato da conoscenza e scienza, si ricordava tutto, sapeva dove andare a pescare la bibliografia di qualsiasi cosa sosteneva.

Uno studioso, un ricercatore animato da una fame di conoscenza e di approfondimento, con la straordinaria capacità di rimanere concreto, utilizzando un linguaggio semplice per esprimere concetti complessi, facendosi capire da tutti, e soprattutto dimostrando di essere vicino ai problemi degli olivicoltori (e non solo), accompagnandoli verso la soluzione.

Le sue non erano solo lezioni di olivicoltura, ma lezioni di comportamento e di vita. Insegnava a non essere gregge, a non accettare il “pensiero unico”, ma distinguersi dal gregge e pensare con la propria testa, informandosi, studiando e argomentando, se necessario anche con i denti. Insegnava ai giovani ad approfondire, ragionare, non fare come faceva nonno, ma portare in casa l’innovazione, giustificandola a testa alta. Era sicuro che il suo progetto potesse portare nuove opportunità anche lavorative ed economiche ai giovani, il rispetto per l’ambiente attraverso una gestione oculata dell’olivicoltura, evitando in questo modo lo spopolamento dei numerosi borghi circondati di olivi che caratterizzano l’Italia tutta e favorendo condizioni di benessere fisico e psicologico.

Barbara Alfei e Giorgio Pannelli.

Il contributo alla scuola di potatura

Mi sento estremamente fortunata di essere stata una sua stretta collaboratrice, affiancandolo nelle sue attività di studio e ricerca sin dai tempi della mia borsa di studio all’istituto sperimentale di Olivicoltura a Spoleto (1992), poi ancora nel progetto di studio e caratterizzazione della olivicoltura marchigiana, a fianco dell’allora Ente di sviluppo agricolo Marche, poi ASSAM ed ora AMAP. Grazie a lui è nato il primo corso professionale di potatura dell’olivo e olivicoltura, strutturato in 120 ore, con lezioni sia teoriche in aula che pratiche in campo, organizzato dall’allora ASSAM con il suo supporto scientifico.

Biodiversità e divulgazione tecnica

Il coinvolgimento anche di Antonio Ricci (già direttore scientifico della rivista di Olivo e Olio di Edagricole) ha portato a progettare e realizzare, rispettivamente nel 2003 e nel 2004, Forbici d’oro – Campionato nazionale di potatura dell’olivo allevato a vaso policonico e la Rassegna nazionale degli oli monovarietali, per caratterizzare e valorizzare il ricco patrimonio di biodiversità che contraddistingue l’olivicoltura italiana.

Onoratissima di essere stata sua “compagna di penna”….tanti gli articoli, tecnico-scientifici ma anche divulgativi, scritti insieme a Giorgio, una presenza costante su Olivo e Olio, con rubriche periodiche, ma anche su settimanali on line, come Teatro Naturale e Olivo news; diversi i volumi sull’olivicoltura, di cui l’ultimo fresco di stampa dal titolo “Ripensare l’olivicoltura – vaso policonico, biodiversità, humus e terroir” (Edagricole), di cui è riuscito a vedere la luce giusto in tempo prima di lasciarci…una grande emozione consegnarglielo di persona e un grandissimo dolore constatare quanto fosse felice di vederlo ma quanto, nello stesso tempo, fosse dispiaciuto di non poterselo godere.

Non voleva andarsene, non era pronto, aveva ancora tanto da insegnare….e non eravamo pronti neanche noi. Fino all’ultimo è sceso in campo, con il seghetto in mano, nonostante i tanti dolori e le difficoltà; onorata di essere stata al suo fianco negli ultimi corsi di potatura, nel dicembre scorso in Sicilia.

L’eredità lasciata all’olivicoltura italiana

Lascia una Scuola che porta il suo nome (Scuola Potatura Olivo Giorgio Pannelli SRL Impresa sociale), il sogno più grande della sua vita, che con sacrificio è riuscito a realizzare con il grande contributo di Antonio Filippo Lonobile e di quanti sono stati al suo fianco a sostenerlo, credendo in lui e nel suo progetto; lascia una grande eredità a tutti i potatori che ha formato nel corso dei decenni, e una grande responsabilità a Toni, ai formatori e maestri potatori di portare avanti un progetto con impegno e passione…il progetto più grande della sua vita.

La Scuola Potatura Olivo era diventata la sua famiglia allargata; sprizzava felicità, gioia e commozione in occasione dell’appuntamento “Un seghetto per Giorgio”…..uno squadrone di potatori “armati” lo ha incontrato nella struttura presso cui era ricoverato, riservandogli una piacevolissima sorpresa. Nonostante la sua grande difficoltà a stare in piedi e i fortissimi dolori, si è soffermato con tutti noi, salutando uno per uno, facendo riflessioni sull’olivo, sulla vita e sull’amore, lanciando un ultimo messaggio di positività, quello che ci rimarrà nel cuore per sempre.

Ciao Maestro, mi mancherai

Un Maestro di Olivo e di Vita - Ultima modifica: 2026-05-28T17:02:00+02:00 da Barbara Gamberini

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