Quarant’anni di storia raccontano l’evoluzione di un’Istituzione che, da organismo nato per contrastare le frodi alimentari, è diventata uno dei principali presìdi a tutela della qualità e della credibilità del Made in Italy agroalimentare. L’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) celebra un anniversario che coincide con una fase di profonde trasformazioni per il sistema dei controlli: digitalizzazione delle filiere, nuove tecnologie, commercio elettronico, intelligenza artificiale e mercati sempre più globalizzati stanno ridefinendo il concetto stesso di vigilanza.
In questo scenario, il comparto oleario rappresenta uno dei banchi di prova più complessi. L’olio extravergine di oliva è infatti uno dei prodotti simbolo dell’agroalimentare italiano, ma anche uno dei più esposti ai fenomeni di sofisticazione, contraffazione e Italian sounding. Tutelarne autenticità, origine e tracciabilità significa proteggere non solo i consumatori, ma anche il reddito delle imprese e la competitività di una filiera strategica per il Paese.
Ne abbiamo parlato con Felice Assenza, Capo del Dipartimento ICQRF del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Mipaf), che ripercorre i quarant’anni dell’Ispettorato e illustra le nuove sfide che attendono il sistema dei controlli: dall’evoluzione delle frodi all’impiego dell’intelligenza artificiale, dal ruolo della ricerca scientifica alla cooperazione internazionale, fino alla crescente centralità del registro telematico dell’olio come strumento di trasparenza e di governo della filiera.
Un confronto che offre una fotografia aggiornata dello stato della vigilanza nel settore oleario e, al tempo stesso, una riflessione sul valore della legalità come leva di competitività per l’intero sistema agroalimentare italiano.
Direttore Assenza, quarant’anni di ICQRF rappresentano un traguardo importante per il Paese. Qual è l’eredità il patrimonio più significativo che l’Ispettorato lascia custodisce per conto del sistema agroalimentare italiano?
A distanza di quaranta anni dalla fondazione del Dipartimento, con orgoglio, possiamo affermare di aver contribuito a costruire una cultura della legalità agroalimentare fondata sulla qualità, sulla trasparenza e sulla tracciabilità. L’ICQRF custodisce in particolare un bene preziosissimo ed unico nel contesto delle autorità di controllo nel settore agroalimentare; grazie all’alta professionalità l’ICQRF, infatti, è l’unico organismo di controllo dello Stato che coniuga esperienza tecnica e scientifica insieme alle peculiarità tipiche delle forze di polizia. Il personale del Dipartimento partendo da me (1° Ispettore Generale Capo) compresi i direttori e i dirigenti fino ad arrivare al personale ispettivo, amministrativo e di laboratorio possiedono esperienze tecniche specifiche che mettono al servizio della collettività, restituendo al tessuto sociale ed imprenditoriale un valore aggiunto che si concretizza in azioni di controllo che tengono unite le specifiche dei singoli comparti insieme all’obbiettivo di legalità voluto dal legislatore.
La nascita dell’Ispettorato, nel lontano 1986, è stata fortemente voluta dal Governo proprio al fine di dare una risposta tecnica ed operativa al mondo produttivo ed alla collettività, all’indomani della tragedia del vino al metanolo. All’epoca la priorità era contrastare le sofisticazioni e tutelare la salute pubblica. Oggi il sistema è molto più evoluto: l’ICQRF non è soltanto un’autorità di controllo, ma un presidio strategico che garantisce il corretto funzionamento del mercato, tutela i produttori onesti e rafforza la credibilità del Made in Italy nel mondo.
In questi quarant’anni abbiamo accompagnato la crescita delle produzioni di qualità valorizzando le Indicazioni Geografiche, e sorvegliando la digitalizzazione delle filiere tramite la diffusione di strumenti innovativi di controllo. L’obbiettivo più ambizioso è probabilmente proprio questo: aver dimostrato che controlli efficaci non rappresentano un costo per il sistema, ma un fattore di sviluppo economico e di competitività che permette al sistema nazionale di poter restituire alla collettività una certezza data dal presidio tecnico del settore.
Se dovesse individuare un momento simbolico di questi quarant’anni, un passaggio che ha segnato un cambio di paradigma nell’attività di controllo, quale sceglierebbe e perché?
I primi 40 anni del Dipartimento sono stati segnati da due passaggi strettamente collegati. Il primo è naturalmente la nascita dell’Ispettorato nel 1986, che segna la risposta dello Stato ad una delle più gravi crisi agroalimentare italiana del dopoguerra. Il secondo è la trasformazione da ICRF a ICQRF, quando alla repressione delle frodi si affianca in modo strutturale la tutela della qualità.
Nel tempo la logica del controllo si è evoluta passando da una funzione prevalentemente repressiva a una funzione di garanzia del valore delle produzioni. Così il nostro lavoro non si limita solamente ad individuare le irregolarità, ma contribuisce a proteggere il patrimonio agroalimentare italiano, le produzioni certificate e la fiducia dei consumatori.
A fronte di questi due momenti storici l’evoluzione più recente e significativa che ha contribuito a caratterizzare le competenze del Dipartimento è stata quella del 2021 quando l’ICQRF ha assunto la veste di autorità competente nella gestione del contrasto alle pratiche commerciali sleali. Con l’entrata in vigore delle disposizioni della Direttiva (UE) 2019/633, adottate in Italia con il decreto legislativo nr. 198/2021, di fianco all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) entra in campo l’ICQRF che diviene pilastro per il mercato agroalimentare ponendosi garante negli scambi commerciali e nei rapporti tra produzione, industria e commercializzazione.
Il fattore evoo: complessità e vigilanza
L’olio extravergine di oliva è uno dei prodotti più identitari del Made in Italy, ma anche tra i più esposti a frodi e contraffazioni. Perché questo comparto richiede un livello di vigilanza così elevato?
L’olio extravergine di oliva rappresenta una sintesi perfetta tra valore economico, valore culturale e valore identitario. È uno dei simboli più riconosciuti del Made in Italy e proprio per questo rappresenta prodotto che necessita di un sistema di controllo forte che possa dimostrarsi all’altezza di un valore così significativo.
La complessità della filiera, la presenza di mercati internazionali molto dinamici, le differenze di prezzo tra categorie merceologiche e tra origini geografiche rendono il settore particolarmente sensibile a fenomeni di sofisticazione, falsa indicazione dell’origine, utilizzo improprio di denominazioni e pratiche commerciali scorrette.
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una forte crescita delle vendite dell’olio italiano nel mondo al contrario le condizioni di cambiamento climatico e la tradizionale metodologia di allevamento dell’olivo nel nostro paese stanno condizionando il potenziale produttivo lasciando ancorato a processi non sempre in grado di valorizzare la competitività delle imprese. L’ICQRF si pone in prima linea al fianco dei produttori e delle imprese sane fornendo il proprio contributo al fine di restituire credibilità al sistema produttivo. La dimostrazione di ciò è data dal numero di controlli che annualmente vengono svolti e dalla costante ricerca di nuovi metodi di analisi che si possano affiancare alle classiche verifiche documentali e ispettive.
L’obbiettivo del Dipartimento è proprio quello di fornire al comparto oleario controlli specializzati che integrino verifiche documentali, ispezioni, analisi chimiche specializzate e strumenti avanzati di tracciabilità.
In che misura il sistema dei controlli contribuisce oggi a creare valore economico per la filiera olivicola e a rafforzare la competitività dell’olio italiano sui mercati internazionali?
La competitività dell’olio italiano si fonda sulla reputazione. Ogni volta che garantiamo autenticità, origine e conformità del prodotto, stiamo difendendo un valore economico concreto.
I controlli consentono di proteggere gli operatori corretti dalla concorrenza sleale e di assicurare che il differenziale di prezzo riconosciuto al prodotto italiano sia giustificato da requisiti reali di qualità e tracciabilità. In altre parole, il sistema dei controlli contribuisce direttamente alla creazione di valore perché protegge la fiducia del consumatore.
Sui mercati internazionali, dove il tema dell’autenticità è sempre più centrale, poter contare su un’autorità riconosciuta come l’ICQRF rappresenta un vantaggio competitivo per l’intera filiera.
Quanto è cambiata negli anni la natura delle frodi nel settore oleario? Oggi si combattono fenomeni diversi rispetto al passato?
Le frodi si sono evolute profondamente. In passato prevalevano sofisticazioni relativamente semplici, basate sulla sostituzione o sulla miscelazione fraudolenta di prodotti di diversa natura e qualità.
Oggi assistiamo a fenomeni molto più complessi, che coinvolgono la documentazione commerciale, i sistemi di tracciabilità, operazioni internazionali e utilizzo improprio delle informazioni al consumatore.
La sfida non è più soltanto individuare un prodotto non conforme, ma ricostruire filiere articolate e intercettare anomalie che possono svilupparsi lungo percorsi commerciali molto complessi. Per questo il controllo moderno si fonda sempre più sull’analisi dei dati e sulla gestione del rischio.
In tal senso l’attenzione che l’ICQRF pone sui sistemi di controllo complessi e tracciamento documentale è massima. L’Italia grazie al lavoro dell’ICQRF è stato il primo paese dell’Unione ad adottare un registro telematico in grado di tracciare l’intera filiera produttiva. Questo sistema di controllo permette controlli da remoto e verifiche incrociate ispettive oltre che un monitoraggio costante delle quantità di prodotto presente sul mercato nelle varie categorie e tipologie. Il lavorto costante dell’ICQRF permette una implementazione del sistema di registrazione che lo rende attuale, aggiornato e adattivo alle esigenze congiunturali di controllo. Dal 2025 ad oggi sono state emanate dall’ICQRF nuove metodologie di controllo degli oli di oliva “in attesa di classificazione” e degli oli di oliva provenienti dai paesi esteri in “traffico di perfezionamento attivo”. Riteniamo che sia necessario un costante presidio degli strumenti di tracciabilità restituendo credibilità al sistema e mettendo a disposizione delle imprese uno strumento cogente di garanzia del mercato.
Tracciabilità digitale e il modello Italia
L’Italia viene spesso indicata come un modello internazionale in materia di controlli agroalimentari. Quali sono gli elementi che rendono il sistema italiano, e in particolare quello dell’ICQRF, un punto di riferimento anche per altri Paesi?
Il Dipartimento è un organo tecnico messo al servizio della comunità agroalimentare. Grazie alle professionalità tecniche ed alle accresciute competenze di polizia giudiziaria ed amministrativa il personale incarna un ibrido perfetto tra specialità tecniche e garanzia di legalità. Questo riteniamo sia un valore aggiunto che rende unica l’azione dell’ICQRF.
Uno dei nostri punti di forza è l’integrazione tra
- competenze tecniche,
- presenza territoriale,
- laboratori specializzati
- e strumenti digitali.
L’ICQRF opera lungo tutta la filiera, dispone di un patrimonio informativo unico e ha sviluppato modelli di controllo che molti Paesi guardano con interesse. A questo si aggiunge una consolidata esperienza nella tutela delle Indicazioni Geografiche, settore nel quale l’Italia rappresenta un riferimento mondiale.
La capacità di coniugare attività ispettiva, analisi scientifica, cooperazione internazionale e innovazione tecnologica è probabilmente l’elemento che più distingue il sistema italiano.
L’innovazione tecnologica sta rivoluzionando le attività ispettive. Dalle banche dati ai registri telematici fino all’intelligenza artificiale: quali strumenti stanno cambiando maggiormente il modo di fare controllo nel comparto oleario?
La vera rivoluzione è stata il passaggio da un controllo prevalentemente reattivo a un controllo sempre più predittivo.
Le banche dati integrate, i sistemi di tracciabilità e i registri telematici ci consentono oggi di monitorare in tempo reale grandi quantità di informazioni. A questo si aggiungono strumenti di analisi avanzata che permettono di individuare indicatori di rischio e orientare l’attività ispettiva verso le situazioni più critiche.
L’intelligenza artificiale rappresenta la prossima frontiera. Non sostituirà mai il lavoro degli ispettori, ma potrà amplificarne la capacità di analisi e di individuazione delle anomalie.
Su questo fronte ci stiamo muovendo potenziando le nostre banche dati al fine di poter disporre di fonti di informazioni sempre più adattive e dialoganti. Nel 2026 abbiamo lanciato il nuovo sistema di gestione dei controlli del Dipartimento che viene utilizzato quotidianamente del personale. Il sistema dovrà essere implementato al fine di permettere una piena operabilità e la lettura combinata delle diverse informazioni provenienti dalle banche. Grazie a tali iniziative vogliamo raggiungere l’ambizioso traguardo di ottenere un sistema di IA che posse interloquire con gli ispettori utilizzando le diverse fonti di dati a disposizione restituendo un’informazione utilizzabile sia sul fronte operativo che su quello della programmazione dell’attività.
Il registro telematico dell’olio (SIAN) rappresenta una delle innovazioni più importanti introdotte negli ultimi anni. Quali benefici ha prodotto in termini di tracciabilità, trasparenza e capacità di prevenzione delle frodi?
Come abbiamo detto il registro telematico dell’olio ha rappresentato un cambio di paradigma.
Per la prima volta è stato possibile disporre di una fotografia costantemente aggiornata delle giacenze e delle movimentazioni lungo la filiera. Questo ha aumentato in modo significativo la trasparenza del mercato e ha consentito di individuare tempestivamente situazioni anomale.
Oltre a essere uno strumento di controllo, il registro è diventato anche un elemento di semplificazione e di modernizzazione del settore, contribuendo a rafforzare la fiducia degli operatori e dei consumatori.
Oltre al concreto utilizzo come strumento di controllo il registro telematico SIAN viene utilizzato come fonte di dati per la pubblicazione mensile del report sullo stato delle giacenze di oli di oliva. Questo documento prezioso, pubblicato sul sito internet del MASAF, restituisce alla collettività una fotografia costante degli stoccaggi e permette ai soggetti portatori di un interesse legittimo nel comparto oleario di utilizzare una fonte autorevole di informazioni per le proprie valutazioni. Solo grazie all’adozione del registro telematico SIAN è possibile restituire al comparto questo prezioso dato aggregato e di dettaglio.
Evoluzione tecnologica e IA
Qual è oggi il rapporto tra controllo e impresa? L’ICQRF viene ancora percepito prevalentemente come un organismo repressivo o sta crescendo una cultura della collaborazione e della prevenzione?
Negli ultimi anni si è sviluppato un rapporto sempre più maturo tra l’amministrazione e gli operatori economici.
L’ICQRF mantiene naturalmente una funzione di controllo rigorosa e indipendente, ma accanto all’attività repressiva è cresciuto il ruolo della prevenzione. Grazie anche al dialogo attivo con i portatori di interesse il Dipartimento diviene custode di un ulteriore bene prezioso, ovvero quello della diffusione delle buone pratiche.
Oggi le imprese comprendono sempre più che il rispetto delle regole rappresenta una tutela del mercato e non un ostacolo alla competitività. Questa evoluzione culturale è uno dei risultati più importanti raggiunti negli ultimi anni dal sistema italiano. Il nostro obbiettivo è sempre il controllo ma abbiamo l’ambizione di poter contribuire alla diffusione della legalità grazie alla nostra presenza costante sul territorio gli uffici dello Stato diventano punto di incontro e di confronto per gli operatori onesti.
Al fine di ottenere il massimo risultato, in tal senso, il Dipartimento si è dotato dal 2022 ad oggi di 5 nuove sedi territoriali (Vittori, Reggio Calabria, Viterbo, Latina e Pavia). Questa iniziativa importante garantisce una maggiore capillarità territoriale e la presenza dello Stato centrale sul territorio. Non deve essere sottovalutata questa circostanza oggi più che in passato l’impresa deve sapere che l’ICQRF è al fianco degli operatori onesti per supportare e potenziare la redditività senza svilire il ruolo centrale di arbitro della legalità che da sempre riveste. Siamo pronti quotidianamente a reprimere ogni forma di illecito con inflessibile rigore, ma vogliamo anche essere porto franco per gli operatorionesti che hanno bisogno della presenza dell’amministrazione al fine di prevenire gli illeciti.
In un contesto di mercati sempre più globalizzati, quanto è importante la cooperazione internazionale nella lotta alle frodi sull’olio extravergine di oliva e all’Italian sounding?
Tutto ciò è di fondamentale importanza. Le frodi e la falsificazione non conoscono confini e molte delle criticità che riguardano il settore oleario si sviluppano lungo filiere internazionali.
La cooperazione con le istituzioni europee, con le autorità di altri Paesi e con le organizzazioni internazionali consente di condividere informazioni, metodologie e strumenti investigativi sempre più performanti.
Lo stesso vale per il contrasto all’Italian sounding, che rappresenta uno dei fenomeni più dannosi per le nostre produzioni. Difendere l’identità dell’olio italiano significa agire sempre più su scala globale. È necessario altresì partire dai controlli nazionali per garantire che il prodotto venduto sia sempre conforme agli standard più elevati di garanzia. D’altra parte, è fondamentale anche che le regole siano rispettate in modo univoco negli altri paesi per tali ragioni promuoviamo la cooperazione internazionale e lo scambio di informazioni con i partner dell’Unione europea.
Dai dati anticipati del Rapporto annuale emerge che nel 2025 l’ICQRF ha effettuato quasi 55 mila controlli lungo la filiera agroalimentare. Quale messaggio restituiscono questi numeri sullo stato di salute del sistema dei controlli italiano?
Nel 2025 l’ICQRF ha presidiato il mercato agroalimentare nazionale, effettuando 54.913 controlli complessivi. Lungo la filiera produttiva e commerciale le verifiche ispettive sono state 44.076 mentre i controlli analitici complessivamente sono stati 10.837. Questi dati confermano un modello operativo integrato che combina verifiche documentali, controlli sul territorio e attività di laboratorio altamente specialistiche.
Il sistema produttivo nazionale è molto articolato coesistono in esso settori che si dimostrano più esposti all’incidenza degli illeciti econtesti che invece tali fenomeni sono più marginali ma comunque rilevanti.
Un esempio emblematico è dato dalla vigilanza. Nel 2025 l’ICQRF ha rafforzato il presidio in tale contesto consolidando il proprio ruolo di autorità di enforcement a tutela dell’equilibrio delle relazioni commerciali tra gli operatori del settore.
La lettura combinata tra i dati delle ultime 3 annualità e quelli registrati nel 2025 rilevano un incremento significativo dell’azione di contrasto ai fenomeni di concorrenza sleale. Si è partiti nel 2023 con 488 verifiche fino a raggiungere la quota di 3.536 nel 2025. Parallelamente è cresciuto anche il numero degli operatori controllati, passati da 315 nel 2023 a 1.430 nel 2025.
L’intensificazione dell’attività di contrasto alle pratiche commerciali sleali ha consentito di far emergere un numero crescente di irregolarità. Si passa delle 32 irregolarità segnalate nel 2023 alle 150 evidenziate nel 2025.
L’attività dell’ICQRF si conferma dunque fondamentale per la tutela della qualità, della sicurezza alimentare e della correttezza del mercato, contribuendo a salvaguardare sia i produttori onesti sia i consumatori.
Dati 2025: i numeri della legalità nel comparto
Il Rapporto evidenzia anche il crescente ricorso a metodologie scientifiche avanzate e a controlli analitici sempre più sofisticati. Quanto conta oggi la scienza nell’individuazione delle frodi e nella tutela dell’autenticità dell’olio extravergine?
Conta moltissimo. Le frodi moderne sono spesso progettate per superare i controlli tradizionali e richiedono quindi strumenti scientifici sempre più avanzati.
Le analisi chimiche, isotopiche e molecolari consentono oggi di verificare caratteristiche che fino a pochi anni fa erano difficilmente accertabili. La scienza rappresenta un alleato indispensabile per garantire autenticità, origine e conformità dei prodotti.
I laboratori dell’ICQRF svolgono un ruolo essenziale proprio perché consentono di tradurre l’innovazione scientifica in capacità operativa concreta.
Dal 2022 l’ICQRF ha adottato una scelta di programmazione mirata dei controlli nel settore dell’olio di oliva. Infatti, da ormai 4 anni abbiamo destinato al settore dell’olio di oliva una fetta crescente di verifiche potenziando i controlli presso le aree portuali in fase di introduzione delle materie prime, controlli lungo la filiera mirati alla tutela dell’olio 100% Italiano e da agricoltura biologica e verifiche sui quantitativi lavorati presso i frantoi nelle fasi di molitura. Queste scelte di controllo rinforzato sono state abbinate all’avvio di collaborazioni importati con le principali università italiane al fine di mettere a punto metodologie di analisi che possano affiancarsi ai consueti strumenti di ricerca ed emersione degli illeciti al fine di rendere il controllo più possibile concreto ed efficacie. I risultati di tali collaborazioni scientifiche sono sorprendenti e potranno essere divulgati solo dopo aver concluso le fasi di elaborazione. L’investimento delle risorse destinate al miglioramento dei metodi di ricerca degli illeciti deve essere promosso e per questo l’ICQRF annualmente stipula nuove convenzioni con gli istituti di ricerca.
Può anticiparci quali sono stati, nel comparto oleario, i principali risultati conseguiti dall’ICQRF nell’ultimo anno e quali criticità continuano invece a richiedere maggiore attenzione?
I risultati confermano una presenza costante e capillare lungo tutta la filiera. Le attività di controllo hanno riguardato origine, etichettatura, tracciabilità e conformità delle categorie merceologiche.
Particolare attenzione è stata riservata alle verifiche documentali e all’incrocio dei dati provenienti dai registri telematici. In particolare, nell’anno 2025 sono stati svolti 6.161 controlli a carico di 4.268 operatori della filiera olearia. L’indice degli operatori a carico dei quali sono state riscontrate irregolarità è pari al 16,5%. I prodotti che sono stati sottoposti a verifiche nell’anno 2025 complessivamente sono stati 7.993 e quelli considerati irregolari ammontano a 972 corrispondenti al 12,2%. I campionamenti programmati per l’anno 2025 erano 988 mentre ne sono stati realizzati 1.065. Questo dato dimostra che il sistema italiano di controllo si colloca ben oltre anche le aspettative minime di verifica qualitativa monitorate in ambito unionale. Questa tendenza è consolidata negli anni ed in particolare dal 2022 viene potenziata annualmente in fase programmazione al fine di effettuare verifiche sempre più in linea con le esigenze congiunturali che caratterizzano il settore.
Le criticità principali restano legate alla corretta indicazione dell’origine, alle forme evolute di sofisticazione, alla commercializzazione online e alla crescente complessità delle transazioni internazionali.
Guardando al futuro, quali saranno le nuove sfide che attendono l’Ispettorato nel settore dell’olio di oliva? Penso, ad esempio, alle nuove tecnologie, all’e-commerce e ai mercati digitali.
Le sfide principali saranno tre.
- La prima riguarda l’evoluzione delle frodi digitali e la necessità di presidiare in modo sempre più efficace il commercio online anche utilizzando i sistemi di IA e la lettura combinata delle diverse fonti di informazioni. In tal senso potenzieremo il registro telematico SIAN per renderlo sempre più moderno e capace di incamerare informazioni e restituirle alla collettività del comparto oleario nazionale.
- La seconda è rappresentata dall’utilizzo delle tecnologie di analisi avanzate, che dovranno essere integrate nei processi di controllo ordinari facendo evolvere le verifiche su una dimensionalità multilivello. I controlli documentali dovranno essere affiancati da analisi chimiche sempre più performati che possano far emergere criticità connesse ad informazioni mendaci al consumatore su origine e natura del prodotto.
- La terza riguarda la crescente internazionalizzazione delle filiere, che richiederà una cooperazione ancora più intensa tra autorità nazionali ed estere. In questo senso l’ICQRF assume anche il ruolo importante di coordinamento nell’ambito della “Cabina di Regia” dei controlli agroalimentari istituita dalla Legge nr. 75/2026.
Se dovesse immaginare l’ICQRF dei prossimi quarant’anni, quale sarà la parola chiave che guiderà la sua evoluzione e quale messaggio desidera lanciare agli operatori della filiera olivicola italiana? La parola chiave è “fiducia”.
La fiducia è il capitale più importante per un comparto che basa il proprio valore sulla qualità e sull’autenticità. Il compito dell’ICQRF continuerà a essere quello di alimentare questa fiducia attraverso controlli efficaci, innovazione, competenza scientifica e collaborazione con tutti gli attori del sistema nazionale ed internazionale.
Per l’ICQRF la tutela della qualità non è soltanto una responsabilità istituzionale ma un progetto comune e una missione imprescindibile. Ogni produttore, frantoiano, confezionatore e operatore contribuisce a costruire la reputazione dell’olio italiano nel mondo. Noi abbiamo il compito di difendere la credibilità del sistema investendo in controlli sempre più innovativi per garantire che il futuro del settore possa essere un’opportunità di reddito per le prossime generazioni e per mantenere alta la reputazione dell’agroalimentare italiano.
Sfide future e il valore della fiducia
Dalle parole di Felice Assenza emerge con chiarezza una visione del controllo profondamente evoluta rispetto al passato. L’ICQRF non è più soltanto l’autorità chiamata a reprimere gli illeciti, ma un attore strategico nella costruzione di un mercato trasparente, capace di tutelare le imprese corrette, rafforzare la fiducia dei consumatori e sostenere la reputazione internazionale dell’agroalimentare italiano.
Per il comparto olivicolo, chiamato oggi a confrontarsi con gli effetti del cambiamento climatico, con mercati sempre più globalizzati e con forme di frode sempre più sofisticate, la qualità dei controlli rappresenta un elemento imprescindibile di competitività. Innovazione tecnologica, ricerca scientifica, tracciabilità digitale e cooperazione internazionale delineano una nuova stagione nella quale la vigilanza diventa sempre più uno strumento di prevenzione, conoscenza e valorizzazione delle produzioni.
Il quarantesimo anniversario dell’ICQRF non rappresenta quindi soltanto una ricorrenza istituzionale, ma l’occasione per riflettere sul ruolo che la cultura della legalità continua a svolgere nello sviluppo dell’intera filiera agroalimentare. Una sfida che coinvolge amministrazioni, imprese e consumatori e che, come sottolinea Assenza, trova nella fiducia il proprio denominatore comune: un patrimonio da custodire quotidianamente per assicurare all’olio extravergine italiano un futuro fondato su autenticità, qualità e credibilità sui mercati di tutto il mondo.
L’intervista è disponibile in una versione più sintetica per i nostri abbonati
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