Più olio e olive, riviste le stime produttive

stime produttive di olio
Aggiornamenti sulle stime dell’ultima campagna olearia dal Coi: produzioni di olio in aumento soprattutto nei paesi Ue. Continua il trend positivo per le olive da tavola

La produzione del 2017/18 è stata sinora sottostimata: lo comunica il Coi informando sulle nuove stime produttive ricevute dai paesi produttori. La produzione mondiale dovrebbe dunque attestarsi intorno ai 3.271.000 t di olio, in aumento quindi rispetto allo scorso anno di circa 700.000 t (+27%). La crescita è attribuibile per buona parte ai paesi Ue, dove la produzione totale è di 2.143.000 t, con un dato di crescita media è del 22%. Questo nonostante il calo della produzione spagnola (-3%). Per l’Italia gli ultimi dati danno la produzione di olio a 432.000 t, con una crescita del 137% rispetto al 2016/17; aumenti importanti anche per Grecia (+64%, con 320.000 t) e Portogallo (+80% con 125.000 t). Tra gli altri paesi membri del Coi da evidenziare sono il dato della Turchia, 263 000 t di olio, in crescita del +26%, e della Tunisia, che con 280 000 t di olio prodotto registra uno degli aumenti maggiori (+180%). Sul fronte della domanda, le stime produttive indicano un consumo globale per l’anno in corso di 2.950.000 t di olio, che rappresentano una crescita intorno all’8% rispetto all’anno precedente.

Si producono e consumano più olive da tavola

Con una produzione mondiale di 3.020.500 t, la più alta di sempre, le olive da tavola crescono del 5% rispetto allo scorso anno, coerentemente con il trend di crescita osservato sin dai primi anni 2000. Italia e Portogallo sono i paesi in cui si verifica la crescita maggiore, +20% e +18%, rispettivamente, dalla scorsa annata; la produzione spagnola arretra invece del 6%.

Il Coi stima una crescita contenuta del consumo globale (+1% in media), con un volume pari a 2.786.000 e percentuali maggiori osservate nei paesi produttori. La domanda sembra influenzare anche gli scambi. Crescono infatti le importazioni nella Ue, con l’aumento del 13% delle importazioni da paesi extra-comunitari ed il 4% di aumento delle importazioni entro gli Stati membri. Fuori dall’Europa cresce solo l’importazione del Canada (+5%), mentre arretrano le vendite verso Australia, Brasile e Stati Uniti.

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