Secondo l’indagine condotta da Cia, Italia Olivicola e Aifo nella campagna olearia 2019/20 si dovrebbero superare le 330.000 tonnellate di olio; la Puglia produrrà il 60% dell’olio italiano

Mentre ci si addentra nella campagna di raccolta delle olive, si aggiornano le stime produttive per l’annata 2019/2020, con numeri in lieve aumento rispetto alle prime stime di settembre.

I nuovi dati arrivano dall’indagine esclusiva eseguita dagli osservatori di mercato di Cia - Agricoltori Italiani, Italia Olivicola e Aifo (Associazione italiana frantoiani oleari), che stimano una produzione di poco superiore alle 330.000 tonnellate di olio a livello nazionale, un dato che quasi raddoppia (+89%) la produzione finale dello scorso anno, attestatasi intorno alle 175.000 tonnellate di prodotto.

L’indagine e l’analisi regionale

A guidare la ripresa dell’olivicoltura italiana sono soprattutto le Regioni del Sud. Sarà un’ottima annata per la Puglia (+175%), che da sola produrrà quasi il 60% dell’olio extravergine d’oliva nazionale: il tacco d’Italia sarà trainato dalle province a maggior trazione olivicola, Bari, Bat e Foggia, zone che lo scorso anno avevano fatto registrare i cali più importante a causa dei danni della gelata di febbraio 2018.

In Puglia, tuttavia, si conferma il trend negativo del Salento distrutto dalla Xylella, con la drastica riduzione, rispetto alla già terribile annata passata, del 50% della produzione che si attesterà a meno di 3.000 tonnellate.

Variazione percentuale (stime 2019 vs 2018) su base regionale (fonte: indagine Cia, Italia Olivicola e Aifo)

Annata molto positiva per la Calabria (+116%), che conserva la seconda piazza tra le Regioni italiane davanti alla Sicilia (+38%). Al Sud bene anche la Basilicata, che quasi quadruplica la produzione dello scorso anno (+340%). Positiva la campagna olearia anche in Sardegna (+183%), Campania (+52%) e Molise (+40%).

In chiaroscuro, invece, il bilancio delle Regioni centrali: ad Abruzzo (+52%) e Marche (+63%), si contrappongono i dati negativi di Lazio (-19%), Toscana (-20%), Umbria (-28%) ed Emilia-Romagna (-50%) dovuti alla ciclicità che caratterizza la produzione olivicola e al ritardo della fioritura causata dalle basse temperature di inizio primavera.

Maglia nera della produzione italiana saranno tutte le Regioni del Nord, che registreranno un calo evidente: picco minimo in Liguria (-43%), picco massimo in Lombardia e nel Veneto (-65%).

Positiva l’inversione di tendenza, occhi puntati sui prezzi

Dino Scanavino (Cia-Agricoltori Italiani).

«Dopo un 2018 catastrofico per il settore, finalmente un’inversione di tendenza che ricompensa in parte i nostri produttori - ha detto il Presidente di Cia-Agricoltori Italiani Dino Scanavino -. Ora bisogna premiare la filiera agricola che si impegna nella produzione di un olio di qualità, garantendo prezzi più equi, adeguati e remunerativi».

Gennaro Sicolo (Italia Olivicola).

«Gli olivicoltori, dopo le sofferenze dello scorso anno, meritavano un’annata come quella che sta per iniziare che sarà caratterizzata, come al solito, dalla qualità ma anche dalla quantità - ha dichiarato il Presidente di Italia Olivicola Gennaro Sicolo -. Ovviamente siamo pronti a lottare contro tutti coloro che vorranno sfruttare le abbondanti giacenze per abbassare i prezzi: ci stiamo organizzando su tutto il territorio nazionale per garantire il giusto valore al lavoro dei nostri agricoltori».

Piero Gonnelli (Aifo).

«La qualità del nostro olio - ha sottolineato il presidente di Aifo, Piero Gonnelli - sarà eccellente ma dovremo mantenere alta l’attenzione sugli attacchi della mosca con controlli capillari sui territori. Per la quantità invece registriamo una decisa ripresa rispetto al disastro dello scorso anno, ma siamo ancora lontanissimi dal soddisfare in toto il fabbisogno dei consumatori italiani e dovremo lavorare su questo nei prossimi mesi in sinergia con tutti i protagonisti della filiera».

Il confronto con le precedenti annate

Andamento della produzione nazionale di olio dal 2009 a oggi.

Le stime che arrivano dalle tre associazioni di produttori e frantoiani sono un segnale di ripresa netta rispetto allo scorso anno, ma il confronto è certamente influenzato dal record negativo nazionale del 2018.

Vale la pena osservare, infatti, che le 330.000 t stimate sono un valore che si discosta evidentemente dai numeri che avevano segnato le migliori campagne degli ultimi anni, come quella del 2015 (475mila t) e del 2017 (429mila t); inoltre, la stima di produzione di quest’anno, pur offrendo un po’ di respiro al settore olivicolo nazionale, rimane ad esempio inferiore alla media dei precedenti dieci anni (2009-2018).

Il Sud trainerà la produzione nazionale 2019-2020 - Ultima modifica: 2019-10-02T17:00:25+00:00 da Barbara Gamberini

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