Crisi mercato olio di oliva, due manifestazioni a Bari

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Distinte fra loro, sono state organizzate da un Comitato promotore nazionale capitanato dalla Cia Agricoltori Italiani e da Coldiretti e Unaprol

Nuovo sistema di controlli, sostegno alla logistica e alla qualità, prezzi ancorati ai costi di produzione. Sono alcune delle richieste di olivicoltori e frantoiani accorsi a Bari per due manifestazioni distinte organizzate una da un Comitato nazionale capitanato dalla Cia Agricoltori Italiani e l’altra da Coldiretti e Unaprol contro la crisi di mercato dell'olio di oliva.

Comitato nazionale: «Riformare la filiera e la Pac»

ciaOlivicoltori, frantoiani, Op olivicole e realtà produttive di tutta Italia si sono uniti nel comitato promotore nazionale di “Uniti per affrontare la crisi del mercato olivicolo” per mandare, dalla Fiera del Levante di Bari, un messaggio molto chiaro alle istituzioni: è il momento di fare sul serio, di tutelare, sostenere e rilanciare un comparto che è uno dei fiori all’occhiello dell’agricoltura e dell’agroalimentare italiano.

Per il comitato, senza un cambiamento radicale del sistema, il patrimonio olivicolo-oleario italiano rischia di crollare sotto il peso di

  • concorrenza sleale,
  • massiccia immissione sul mercato di oli prodotti secondo bassissimi standard qualitativi e di sicurezza alimentare,
  • strapotere di Gdo e multinazionali,
  • esplosione dei costi di produzione per chi produce vero olio extravergine d’oliva.

Un piano di controllo sulla filiera in più punti

Il comitato ha proposto un piano di controllo sulla filiera in più punti:

  • bolla elettronica per l’olio sfuso per la movimentazione di prodotto sopra i 100 kg;
  • controlli straordinari su operatori che hanno registrato crescite di fatturato anomale;
  • attivazione di una garanzia pubblica per la dilazione pluriennale delle esposizioni bancarie connesse agli anticipi riconosciuti ai produttori e agli acquisti di olio italiano riconosciuto;
  • sostegno temporaneo sui costi di stoccaggio degli oli italiani tracciati;
  • protocollo di condotta per buyer e operatori commerciali:
  • sostegno straordinario ai frantoiani per la logistica;
  • priorità agli oli certificati italiani nelle gare per la ristorazione pubblica;
  • sistema di stoccaggio doganale dedicato per la movimentazione di olio d’oliva importato, così da agevolare i controlli.

Queste sono soltanto alcune delle proposte contenute nel documento del comitato promotore nazionale contro la crisi dell’olivicoltura italiana, formato da Op olivicole, produttori, frantoiani e da tutte le realtà di base della filiera olivicolo-olearia.

Crisi di mercato olio di oliva e riforma della filiera

crisiPer il comitato occorre una vera e radicale riforma della filiera. A cominciare dal Sian, il Sistema informativo agricolo nazionale, con l’istituzione di un indice nazionale di rischio per concentrare le risorse sui soggetti della filiera realmente in difficoltà. Occorre, inoltre, riformare la rilevazione dei prezzi, ancorandola ai costi di produzione reali per tutti, soprattutto per chi produce qualità.

È altresì necessario distinguere tra l’olivicoltura produttiva e quella di presidio: la prima va sostenuta in termini di efficienza produttiva, la seconda deve essere valorizzata per finalità sociali, ambientali, idrogeologiche e territoriali. Bisogna poi affrontare in modo più serio e strutturale la questione relativa a fitofarmaci e contaminanti. L’accordo di filiera deve costituire uno strumento premiante, che tuteli produttori e consumatori con una qualità riconoscibile e certificata, che possa in aggiunta costituire lo standard d’utilizzo nella ristorazione pubblica.

La Pac post 2027

La Pac post 2027 è un’autentica offesa alle aziende imprenditoriali che occupano e incidono seriamente sul mercato. È un’offesa per tutto il mondo olivicolo. Per compensare il dumping estero, bisogna innalzare il livello massimo relativo al sostegno al reddito a superficie decrescente con premio più alto per le colture olivicole. Occorre aumentare in maniera considerevole gli aiuti accoppiati al comparto olivicolo. È necessario elevare la dotazione complessiva delle azioni agroambientali e climatiche con una riserva importante a favore dell’olivicoltura e pagamento automatico ad ettaro (non a bando) per il valore sociale e ambientale che garantisce all’intero territorio nazionale. La nuova Pac deve superare una logica prevalentemente procedurale e orientarsi a una logica di risultato. Le risorse pubbliche devono sostenere chi dimostra di produrre effetti misurabili sulla filiera, per la società e per l’economia dei territori.

Coldiretti e Unaprol contro speculazioni e inganni

olioA Bari Coldiretti e Unaprol hanno protestato contro quei trafficanti di olio che stanno facendo crollare le quotazioni del prodotto italiano, costringendo gli olivicoltori italiani a lavorare in perdita mentre gli scaffali dei supermercati si riempiono di olio di bassa qualità, spesso di provenienza extra Ue, spinto dalle vendite sottocosto.

I prezzi dell’extravergine pagati agli olivicoltori stanno registrando una caduta verticale che li ha fatti arrivare vicini alla soglia dei 5 euro al litro, rispetto ai circa 9 euro corrisposti lo scorso anno, secondo l’analisi di Coldiretti e Unaprol. Una cifra ampiamente al di sotto dei costi di produzione medi, con l’aggravante che la crisi energetica legata alla guerra in Iran sta costando oltre 200 euro ad ettaro in più agli olivicoltori italiani.

Per capire l’inganno basta guardare ai numeri. I dati ufficiali della filiera mostrano infatti che l’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extravergine d’oliva, cifra che peraltro potrebbe essere rivista ulteriormente al ribasso con controlli più stringenti, a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, un export di 318 milioni di litri e un import di ben 545 milioni di litri all’anno.

Crisi mercato olio di oliva, i conti non tornano

mercatoI conti non tornano, sottolineano Coldiretti e Unaprol, perché c’è chi trucca l’origine ingannando cittadini e agricoltori. Alla mobilitazione a Bari, che segue di qualche giorno la protesta sotto le prefetture in tutta Italia, hanno preso parte il vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol, David Granieri, assieme al presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, e al direttore Pietro Piccioni. Per l’occasione è stato allestito un grande tavolo degli inganni per far vedere ai cittadini come i trafficanti di olio mettono a rischio la loro salute con miscelazioni pericolose e non controllate. Un’occasione per toccare con mano gli effetti degli arrivi incontrollati dall’estero e poter assaggiare oli di qualità nel grande mercato di Campagna Amica allestito per l’occasione, così da comprendere fino in fondo la differenza tra un vero olio extravergine di oliva e uno camuffato che finisce sulle nostre tavole con tutti i rischi che può comportare un prodotto di cui non sono sicure l’origine e la qualità.

Speculazioni e frodi distruggono il valore del vero olio evo

Non possiamo consentire che il lavoro di migliaia di olivicoltori venga mortificato da speculazioni e frodi che distruggono il valore del vero olio extravergine italiano e mettono a rischio la salute dei consumatori, denuncia Cavallo.

«In Puglia, dove si concentra il più grande patrimonio olivicolo nazionale, difendere l’olio extravergine significa tutelare il reddito delle aziende agricole, il territorio e un simbolo del made in Italy. Oggi gli olivicoltori sono costretti a vendere sottocosto mentre sugli scaffali arriva olio estero che alimenta speculazioni e inganni. Per questo servono controlli serrati lungo tutta la filiera, trasparenza assoluta sull’origine del prodotto e regole che impediscano pratiche commerciali sleali ai danni delle imprese agricole e dei consumatori».

È indispensabile una svolta sul fronte dei controlli e della tracciabilità, aggiunge Piccioni.

«Le tecnologie oggi consentono di individuare con precisione l’origine dell’olio attraverso strumenti come la risonanza magnetica nucleare e la mappatura isotopica, che devono diventare elementi probatori nei procedimenti giudiziari per colpire chi froda il mercato. Allo stesso tempo va introdotto il documento di trasporto elettronico delle olive e va fermata la corsa al ribasso dei prezzi provocata da importazioni incontrollate e vendite sottocosto. Difendere l’olio extravergine italiano significa garantire reddito alle imprese, qualità ai consumatori e futuro a un settore strategico per la Puglia e per l’intero paese».

Rafforzare l’attività di controllo

Per tutelare la filiera dell’extravergine italiano e la salute dei cittadini, Coldiretti e Unaprol chiedono un deciso rafforzamento dell’attività di controllo lungo tutta la filiera dell’olio, puntando sull’impiego delle più avanzate tecnologie scientifiche per contrastare frodi e falsificazioni sull’origine dei prodotti. Strumenti come la risonanza magnetica nucleare e la mappatura isotopica consentono infatti di identificare con precisione la provenienza dell’olio e dovrebbero essere pienamente riconosciuti come elementi probatori nei procedimenti giudiziari.

Pratiche commerciali sleali e vendite sotto costo

Le due organizzazioni sollecitano inoltre un’applicazione rigorosa della normativa contro le pratiche commerciali sleali e contro le vendite effettuate al di sotto dei costi di produzione, a tutela del reddito degli olivicoltori. Tra le richieste figura anche il divieto di commercializzare come extravergine miscele ottenute con la successiva aggiunta dell’olio di oliva vergine, di minor pregio.

Per garantire una tracciabilità completa e avanzata della filiera viene ritenuta indispensabile l’introduzione del documento di trasporto elettronico delle olive fin dalla fase di conferimento. Sul fronte commerciale, Coldiretti e Unaprol chiedono infine la sospensione delle importazioni di olio tunisino a dazio zero e il superamento del regime di Traffico di perfezionamento attivo (Tpa) applicato agli oli esteri, considerato un potenziale punto critico per l’ingresso sul mercato di prodotti suscettibili di generare fenomeni fraudolenti.

Crisi mercato olio di oliva, due manifestazioni a Bari - Ultima modifica: 2026-06-22T09:31:00+02:00 da Giuseppe Francesco Sportelli

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