Confagricoltura: «L’olivicoltura italiana merita rispetto»

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L’organizzazione agricola risponde alle valutazioni espresse dal presidente di Unaprol, David Granieri, riguardo ad alcune precedenti affermazioni di Walter Placida, presidente della Federazione olivicola nazionale di Confagricoltura, sull’eventuale modifica dei parametri qualitativi dell’olio extravergine di oliva

«Respingiamo al mittente le accuse scomposte e gratuite che provengono da chi non ha letto (o voluto capire) il nostro comunicato. Per fortuna scripta manent». Così Confagricoltura risponde con un comunicato stampa alle «critiche superficiali espresse in questi giorni sulla posizione confederale relativa alla politica della qualità dell’olio di oliva italiano». Critiche delle quali non viene citato l’autore, ma che, senza ombra di dubbio, fanno riferimento alle valutazioni espresse dal presidente di Unaprol, David Granieri, riguardo ad alcune precedenti affermazioni di Walter Placida, presidente della Federazione olivicola nazionale di Confagricoltura, sui parametri qualitativi dell’olio extravergine di oliva. E nella sua risposta Confagricoltura offre indicazioni sulle prospettive più generali dell'olivicoltura italiana.

Confagricoltura: «Superare difficoltà olivicoltura italiana»

Proprio nell’interesse degli olivicoltori, Confagricoltura ha evidenziato la necessità di un approccio pragmatico per superare le difficoltà strutturali e commerciali del comparto.

«Difficoltà che, purtroppo, sono all’ordine del giorno nonostante siamo tra i primi al mondo per livelli produttivi, per biodiversità (con oltre 500 cultivar che danno vita a oli unici nel panorama mondiale), per qualità delle produzioni, cultura, salvaguardia ambientale e paesaggistica, sviluppo e ricerca tecnologica.

Chi ha criticato la posizione di Confagricoltura ha estrapolato dal contesto, commentando in maniera inappropriata e fuori luogo, solamente una frase, costruendo un ragionamento del tutto pretestuoso e completamente differente dal nostro articolato punto di vista».

Per valorizzare l’extravergine considerare più parametri

Confagricoltura, infatti, ritiene che, «se si vuole valorizzare il nostro extravergine, il riferimento ad un solo elemento, tema che il Mipaaf ha preannunciato che sarebbe stato affrontato in ambito Consiglio oleicolo internazionale (Coi), sia limitante e che sia invece necessario considerare anche altri parametri, come gli etilesteri, i perossidi, i polifenoli e i parametri spettrofotometrici, oltre a puntare sulla differenziazione organolettica e il panel test, strumento ineludibile per non correre il rischio di escludere dalla gamma degli extravergini oli italiani con caratteristiche organolettiche ottime, e ammettere oli stranieri sensorialmente discutibili. Chi ha semplicisticamente “liquidato” la nostra posizione dovrebbe, invece, farsi qualche domanda sulle responsabilità di questo stato di cose».

Confrontarsi su come valorizzare l’olivicoltura

Piuttosto, conclude Confagricoltura, «occorrerebbe riflettere e confrontarsi su come, concretamente, valorizzare e promuovere questo nostro patrimonio, nell’interesse degli olivicoltori italiani. A Confagricoltura, da sempre, stanno a cuore le imprese e le richieste dei consumatori, sempre più attenti alla qualità dei prodotti e consapevoli nei loro acquisti. Purtroppo c’è ancora chi preferisce formulare critiche assurde e inaccettabili, con toni e termini che evidenziano solo nervosa arroganza e che ritualmente mirano a creare divisioni».

Confagricoltura: «L’olivicoltura italiana merita rispetto» - Ultima modifica: 2021-07-13T16:45:58+02:00 da Giuseppe Sportelli

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