Fioritura e allegagione fasi delicate per il futuro

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fioritura olivo
La prossima produzione dipenderà molto dalla corretta gestione di questo stadio critico. Si può intervenire monitorando la situazione idrica a seconda delle aree geografiche e individuando i giusti concimi. E occhio alla mosca

In questo periodo si sta definendo la produzione 2015. Dopo la brutta esperienza del 2014 è necessario mettere in atto tutti gli accorgimenti che consentano di ridurre le problematiche in fase di fioritura e allegagione e mettere a punto un sistema di monitoraggio per un’attenta difesa fitosanitaria.
Non possiamo intervenire sulle condizioni climatiche, che durante la fioritura sono decisive per l’impollinazione e l’allegagione, ma possiamo porre attenzione a fattori quali acqua ed elementi nutritivi, necessari al corretto svolgimento delle suddette fasi fenologiche, al fine di una regolare fruttificazione. È inoltre opportuno favorire un’adeguata illuminazione in tutte le porzioni della chioma, attraverso una corretta potatura, per garantire l’assimilazione fotosintetica. Gli stress termici, idrici, nutrizionali, parassitari possono ridurre sensibilmente l’attività fotosintetica, condizionando lo sviluppo complessivo e la produttività globale della pianta.

Clima
Un decorso stagionale ottimale è favorito da una temperatura diurna compresa tra i 20 e i 25°C, una ventosità diffusa e costante, poca pioggia, soprattutto quando i fiori sono aperti.
Il potenziale produttivo si riduce in caso di: pioggia persistente durante il periodo della fioritura, in quanto l’acqua diminuisce la vitalità e la diffusione del polline con il vento; temperature elevate durante fioritura, in quanto la crescita del tubo pollinico nell’ovario cessa quando la temperatura durante la fioritura supera i 30°C; venti forti e secchi che ostacolano l’atto fecondativo a causa della rapida perdita di recettività dell’ovario e/o di funzionalità del budello pollinico.

L’acqua necessaria
Situazioni di carenza idrica durante la fioritura e l’allegagione possono portare ad anomalie nella formazione del fiore, riduzione del numero delle infiorescenze, aborto dell’ovario e minore allegagione, anche se lo stress è di breve durata. Nelle aree geografiche dove l’acqua può rappresentare un fattore limitante in questo periodo, è importante monitorare lo stato idrico dell’oliveto fin dalla mignolatura, per ottenere il massimo della produttività dagli alberi.
In situazioni di carenza idrica, la disponibilità di un impianto di irrigazione consente di mantenere la pianta in uno stato idrico ottimale a garantire maggiore produzione; l’irrigazione infatti aumenta il numero di infiorescenze, la percentuale di allegagione e il numero, la pezzatura e il contenuto idrico dei frutti; diminuisce l’incidenza dell’aborto dell’ovario e la cascola dei frutti.

Nutrizione adeguata
Negli oliveti in asciutto può essere utile, in questo periodo, la somministrazione di soluzioni contenenti urea (1-2%) direttamente alla chioma ad integrazione degli apporti di azoto al terreno. La concimazione fogliare consente di sopperire rapidamente alle particolari esigenze nutrizionali delle diverse fasi fenologiche del ciclo colturale, risolvendo eventuali carenze di microelementi; inoltre, richiede minori quantità di concime e può essere abbinata a trattamenti antiparassitari riducendo così costi e tempi necessari per i trattamenti. La concimazione fogliare con boro in pre-fioritura viene consigliata solo in casi di carenze accertate. Nel biologico si possono utilizzare concimi fogliari (quali carniccio e sangue, disponibili anche in forma fluida) per superare crisi nutritive temporanee.
Negli oliveti irrigui si può effettuare la fertirrigazione, cioè la somministrazione di concimi idrosolubili disciolti nell’acqua di irrigazione, per fornire gli elementi nutritivi in maniera continuativa durante la stagione, localizzandoli in prossimità delle radici, con conseguente maggiore efficienza dell’uso degli stessi e riduzione dei quantitativi da apportare; la fertirrigazione consente di risolvere rapidamente eventuali carenze, anche di microelementi, e di ridurre le spese di somministrazione.

Difesa fitosanitaria
Forti attacchi di occhio di pavone nell’annata in corso, ma anche cocciniglia, fumaggine, suggeriscono una particolare attenzione alle problematiche fitosanitarie che possono compromettere la funzionalità dell’apparato fogliare e la capacità fotosintetica della pianta, con ripercussioni negative su fioritura e allegagione. È fondamentale mettere a punto un sistema di monitoraggio degli adulti di tignola installando le trappole a partire da fine maggio-inizio giugno, nel passaggio dalla generazione antofaga alla generazione carpofaga che si svilupperà a carico delle giovani drupe in accrescimento. Un occhio particolare alla mosca dell’olivo che, presente nell’oliveto allo stadio di adulto durante tutto l’anno, inizia l’attività riproduttiva quando le olive raggiungono la dimensione adatta per accogliere l’uovo deposto dalla femmina; il monitoraggio va eseguito attraverso il controllo settimanale dei voli degli adulti mediante trappole già dal mese di giugno nelle annate in cui lo sviluppo vegetativo dell’olivo è anticipato, sia attraverso il controllo dei livelli di infestazione nelle drupe a partire dalla fase di ingrossamento del frutto.

Tempo di sfalci
Nei terreni inerbiti è tempo di sfalci per limitare la competizione idrico-nutrizionale nei confronti degli olivi; se la disponibilità di acqua è scarsa, il primo sfalcio deve essere tempestivo e quelli successivi più frequenti per ridurre la competizione idrica, mentre in caso di buona disponibilità idrica si può ritardare lo sfalcio per incrementare la sostanza organica apportata con l’inerbimento. La trinciatura del materiale di potatura insieme alle erbe protratta fino a primavera inoltrata (maggio/giugno) consente di avere a disposizione un’abbondante mistura di moderata degradazione che, formando uno spesso strato pacciamante, permette di ridurre le perdite di acqua per evaporazione, svolge un’azione di ombreggiamento riducendo il successivo germogliamento e protegge dall’eccessivo riscaldamento del terreno e dal ruscellamento superficiale delle acque meteoriche.

Piante in equilibrio
Per una buona fioritura e una produzione ottimale è necessario che le piante siano in equilibrio vegeto-produttivo. Concimazione e potatura sono le armi a disposizione per ricercare il giusto bilanciamento tra attività vegetativa, che dovrebbe essere ridotta al minimo indispensabile, e attività produttiva, che dovrebbe invece essere esaltata. In caso di eccesso di vigoria, diminuire l’apporto di concime e ridurre la potatura al minimo indispensabile, limitandosi ad eliminare la vegetazione interna alla chioma, i rami sottoposti ad altri e le parti ombreggiate. Inoltre si raccomanda di evidenziare le cime del vaso policonico, per limitare l’afflusso di linfa nella parte apicale della chioma e stimolare la capacità di attrazione della parte basale e distale, dove si concentra la produzione.

Potatura tardiva
Nelle situazioni in cui non si fosse riusciti a portare a termine le operazioni di potatura, si consiglia di procedere quanto prima qualora le piante presentino elevato vigore vegetativo; meglio invece attendere l’anno successivo (prima della ripresa vegetativa), in caso di vegetazione stentata o di interventi di riforma. Una potatura tardiva deprime infatti lo sviluppo dei germogli in quanto determina una consistente perdita di sostanze di riserva, già indirizzate in porzioni di chioma che poi verranno eliminate, con inutile dispendio di risorse per la pianta.

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