Agrofarmaci per l’oliveto, novità e aspettative

agrofarmaci per oliveto
Trattamento con caolino.
Il controllo della mosca nell’era post-dimetoato resta il nodo cruciale della difesa dell’oliveto. Una sintesi delle soluzioni attualmente disponibili, mentre va avanti la ricerca di nuove sostanze attive ad azione larvicida

Il 2021 è stato di fatto il primo anno in cui non erano presenti sul mercato insetticidi a base di Dimetoato per il controllo della mosca dell’olivo, nemmeno come uso eccezionale. Fortunatamente l’estate calda e siccitosa ha limitato fortemente le infestazioni di questo temibile fitofago e l’annata olivicola è trascorsa senza grosse apprensioni per gli olivicoltori. Il problema tuttavia resta: la revoca del Dimetoato ha creato un vuoto nelle strategie di difesa da Bactrocera oleae (mosca olearia), in particolare nell’applicazione della cosiddetta lotta larvicida.

Diverse sono state le contromosse poste in essere dalle società che producono e distribuiscono prodotti fitosanitari / agrofarmaci per oliveto. Da una parte la ricerca di sostanze attive che possano sostituire il Dimetoato e capaci di penetrare all’interno delle drupe in accrescimento o in fase di accumulo di olio e di esplicare azione biocida nei confronti delle larve di mosca che scavano gallerie nella polpa. Dall’altra un rinnovato interesse per le tecniche di lotta adulticida con tecnologia attract & kill o con trattamenti a piena chioma.

Per la difesa larvicida, attualmente, sono registrati insetticidi appartenenti alla categoria dei neonicotinoidi, in particolare a base di Acetamiprid, o al gruppo dei fosforganici, contenenti Fosmet. Sono in corso studi per la registrazione di altri formulati commerciali a base di derivati nicotinici di più recente commercializzazione.

In attesa degli sviluppi del mercato, andando a controllare le brochure tecniche sulle strategie di impiego di tali prodotti si osserva che è sparita la possibilità d’intervento alla soglia del 10% di infestazione attiva (uova e larve di I e II età) a favore di più prudenti suggerimenti di trattamento a partire dalla deposizione delle uova o comunque non oltre il 2-3 % di schiusura larvale. L’impiego di questi prodotti non consente, quindi, di attendere l’evoluzione dell’infestazione ma comporta un anticipo dei trattamenti a partire dall’inizio della deposizione, con notevoli differenze nelle tempistiche di intervento rispetto all’impiego del Dimetoato.

Principi attivi ad effetto adulticida

La lotta adulticida, come accennato in precedenza, ha suscitato il maggiore interesse da parte delle aziende produttrici di agrofarmaci e conseguentemente sono state diverse le disponibilità per gli olivicoltori di nuovi prodotti in commercio.

In particolare, l’applicazione del sistema attract & kill è oggi disponibile con diverse tecnologie d’impiego. Partendo dalla formulazione come esca pronta all’uso di formulati a base di spinosine da distribuire solo su parte della chioma con volumi di circa 5 litri/ha, già in commercio da diversi anni, si osserva come oggi sia possibile la distribuzione bait spray anche con l’impiego di prodotti a base di Acetamiprid. A questi va associata un’esca proteica e durante la stagione 2021, con autorizzazione eccezionale per 120 giorni, era stata autorizzata anche una formulazione a base di Cyantraniliprole in combinazione con esca proteica.

Altra possibilità è l’utilizzo di trappole additivate con piretroidi quali Deltametrina o Lamba-cyalotrina: queste possono essere realizzate come sacchetti contenenti l’esca alimentare impregnati di insetticida (Eco-trap, Pro-trap, Dakofaka) o come trappole, di varia forma, capaci di catturare gli adulti del fitofago per la presenza al loro interno di un’esca attrattiva e di devitalizzarli grazie alla presenza di superfici interne su cui è stato apposto l’insetticida (Flypack, Decis trap, Conetrap). In ogni caso si consiglia di seguire con attenzione le indicazioni di etichetta per un corretto utilizzo dei prodotti.

Infine, la lotta adulticida con trattamenti a piena chioma può essere realizzata con insetticidi a base piretro naturale o di piretroidi (Deltametrina, Cipermetrina, Lambda-cyalotrina): questi non sono tuttavia ammessi all’interno delle Linee Guida Nazionali per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari a causa del loro impatto sull’ecosistema oliveto. Pertanto chi aderisce a programmi volontari di utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari non potrà impiegarli.

Nel 2021 si è assistito ad un incremento di vendite dei con prodotti ad azione deterrente nei confronti dell’ovodeposizione da parte delle femmine di mosca quali Caolino e Zeolite che sono commercializzati anche nella categoria dei corroboranti. Lo stesso effetto di repellenza è alla base del funzionamento di insetticidi microbiologici a base del fungo Beauveria bassiana.

Nel corso degli ultimi anni si è assistito ad un incremento delle sostanze attive insetticide autorizzate nei confronti di altri fitofagi dell’olivo quali tignola, cocciniglia mezzo grano di pepe ed altre cocciniglie, margaronia, sputacchina, cimice asiatica, oziorrinco, cecidomia fogliare, tripidi, Aromia bungii. Occorre verificare con attenzione gli impieghi consentiti ed i limiti delle singole etichette sia in relazione al numero di trattamenti contro l’insetto target, sia ai dosaggi e alle epoche di impiego, sia all’intervallo di sicurezza, sia alla distanza minima da corpi idrici superficiali, sia alla tossicità per le api.

Mancozeb, fine del periodo transitorio

Per quanto riguarda l’impiego dei prodotti fungicidi, dopo il mancato rinnovo dell’approvazione della sostanza attiva Mancozeb nel corso del 2020 (Reg. Ce nr. 1107/2009), siamo arrivati alla conclusione del periodo transitorio e a partire dal 4 gennaio 2022 tutti i prodotti fitosanitari contenenti tale sostanza attiva non potranno più essere impiegati. Il Mancozeb, anticrittogamico ad ampio spettro con azione prevalentemente di contatto ad elevata azione biologica e lunga persistenza, in olivicoltura trovava impiego nei programmi di difesa contro la lebbra (Colletotrichum gloeosporioides) grazie alla sua efficacia e al costo contenuto del trattamento. Il Mancozeb risultava inoltre efficace anche contro l’occhio di pavone (Spilocaea oleagina). Tra i principi attivi il cui impiego sarà revocato nel corso dell’anno ricordiamo anche il Fenbuconazolo, fungicida ammesso contro l’occhio di pavone nei programmi di difesa, anche integrata, fino al 30 ottobre 2022.

Le alternative ai fungicidi ritirati

Nel luglio 2021 è stato invece approvato Ortiva Top Sc costituito una miscela di Azoxystrobin e Difeconazolo impiegabile contro l’occhio di pavone a partire dalle foglioline separate fino alla pre-chiusura infiorescenze, da inserire nelle strategie volte a ridurre l’impiego di prodotti rameici e a ridurre il rischio di possibili resistenze grazie all’inserimento nel formulato di due sostanze a diverso meccanismo di azione.

Per il controllo della lebbra e dell’occhio di pavone può essere impiegato anche la sostanza attiva Pyraclostrobin. Il formulato Cabrio WG, da indicazioni di etichetta, si può impiegare alla dose di 0,5 kg/ha per un massimo di due trattamenti all’anno dall’emissione delle nuove foglie fino allo stadio di ingrossamento frutti (entro fine luglio); i due interventi vanno distanziati di almeno 21 giorni ed è obbligatorio sospendere i trattamenti 100 giorni prima della raccolta delle olive. Si raccomanda l’impiego di volumi di soluzione che consentano una completa ed uniforme bagnatura della vegetazione, evitando lo sgocciolamento. Con attrezzature che operano a volumi normali utilizzare una quantità d’acqua pari a 1.500 l/ha; altrimenti, calcolare il volume d’acqua adeguato facendo sempre riferimento alle dosi di etichetta. Altra avvertenza è il rispetto di una fascia di 10 metri da corpi idrici superficiali oppure l’utilizzo di ugelli che abbattano del 50% la deriva senza nessuna fascia di rispetto addizionale.

Anche il formulato Flint Max (Trifloxystrobin 25% + Tebuconazolo 50%) è autorizzato sia per il controllo della lebbra sia dell’occhio di pavone con un unico intervento annuale da effettuarsi preventivamente alla dose di 20 g/hl (250 g/ha) da ripresa vegetativa a pre-fioritura.

Contro l’occhio di pavone possono essere impiegati anche prodotti contenenti il fungicida Kresoxim-metile impiegabili tra l’inizio dello sviluppo dei bottoni fiorali fino alla mignolatura con interventi ogni 14 giorni (al massimo in 2 interventi per stagione). Alcuni fungicidi aventi come sostanza attiva il Difenoconazolo sono stati autorizzati per il controllo di questo patogeno; anche in questo caso, gli interventi vanno eseguiti a cadenza di 14 giorni dall’inizio dello sviluppo vegetativo per un massimo di 2 trattamenti l’anno.

Tra i prodotti ammessi in agricoltura biologica ricordiamo Serenade Aso con attività fungicida e battericida, a base di Bacillus subtilis ceppo QST 713, batterio attivo contro l’occhio di pavone, la lebbra e autorizzato anche negli interventi contro la rogna dell’olivo (Pseudomonas savastanoi).

Nella difesa delle colture a conduzione convenzionale e biologica, per tutti i patogeni fungini, risultano efficaci i prodotti rameici, commercializzati in numerose formulazioni, il cui impiego va però limitato ad un massimo di 4 kg di rame all’anno per ettaro, calcolati sulla media di sette anni.

L’articolo è pubblicato su Olivo e Olio n. 1-2022

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Agrofarmaci per l’oliveto, novità e aspettative - Ultima modifica: 2022-01-17T14:05:01+01:00 da Barbara Gamberini

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